Ballottaggio per la provincia di Torino: un’opportunità per i lavoratori in cassa integrazione

Claudia Porchietto, candidata del centro destra alla presidenza della provincia di Torino, propone un progetto per impiegare i lavoratori in cassa integrazione

Torino, 18 giugno 2009 – Oltre che alle grandi infrastrutture, ai progetti a lungo e medio respiro, la Provincia di domani dovrà pensare anche a soluzioni che si basino su idee semplici e di buon senso, che possano generare risultati immediati per fronteggiare la crisi sul territorio.
Una di queste iniziative potrebbe essere un progetto per impiegare i lavoratori in cassa integrazione, o che fruiscono di un sussidio pubblico in assenza di lavoro, in attività che oggi la Provincia affida in concessione, in modo da dare la possibilità a queste persone di reinserirsi nell’attività lavorativa attiva integrando il sussidio percepito, e garantendo loro l’adeguata copertura assicurativa.
Si tratta di una iniziativa in fase di studio da parte di Claudia Porchietto, candidata del centrodestra alla presidenza della Provincia di Torino, per ridurre l’impatto del precariato sul territorio provinciale, creando la possibilità di un lavoro attivo a chi è costretto a casa.

“L’idea è semplice – spiega Claudia Porchietto –. Si potrebbe proporre a tutti i lavoratori che si trovano in cassa integrazione, in mobilità, o che comunque percepiscono un sussidio e di fatto non lavorano, di accettare incarichi da parte della Provincia. Per loro verrebbe mantenuto ovviamente l’importo mensile del sussidio, al quale andrebbe ad aggiungersi l’integrazione erogata dall’ente, in modo da permettere a queste persone di tornare a ricevere quanto percepivano prima della cassa integrazione. Il vantaggio per la Provincia consterebbe nell’avere a disposizione una vasta gamma di professionalità già formate e dichiarate, cui affidare incarichi per opere necessarie sul territorio, a costi che in ogni caso sarebbero molto bassi. Si tratta di una soluzione semplice, che rispetta quei principi di efficacia ed efficienza che vogliamo introdurre in tutti i settori del nuovo ente provincia. Una soluzione simile, peraltro, è già stata adottata in alcuni comuni del Canavese”.