Bici elettrica: il motore più adatto al cicloturismo

La bicicletta elettrica sta rivoluzionando il concetto di mobilità urbana. Sempre più italiani si dicono disposti ad acquistare un e-bike (l’88% secondo una recente indagine OnePoll-Shimano) e le amministrazioni locali investono sempre più convintamente sui servizi di e-bike sharing.

Entrare a far parte del mondo della biciclette elettriche, però, implica la necessità di imparare almeno i rudimenti della tecnologia che supporta il mezzo, in modo da potersi muovere con maggior consapevolezza in fase di acquisto. Il primo nodo da sciogliere riguarda la scelta del motore più adatto. Le alternative sono tre: l’hub centrale, quello installato sul mozzo anteriore e quello sul posteriore. Analizziamoli uno per uno.

Motore centralizzato

Il motore installato centralmente sul telaio è quello che garantisce la migliore resistenza alle sollecitazioni di urti e vibrazioni e, per tale ragione, è il più adatto per chi utilizza la bici s circuiti instabili, come per attività di trekking o in mountain bike. Il montaggio non coinvolge il supporto della ruota e, dunque, in caso di foratura permette di procedere al cambio senza la necessità di smontare anche il motore. Il principale svantaggio dell’hub centrale sta nel prezzo, più alto rispetto agli altri due modelli, a fronte però di maggior resistenza e della facilità di intervento.

Motore sul mozzo anteriore

Diametralmente opposte le peculiarità del motore installato sul mozzo anteriore, soluzione ideale per uso urbano poiché leggero e quasi invisibile. L’hub anteriore è quello mediamente più economico ma non offre garanzie in termini di resistenza agli stress ed è inadatto all’uso per escursionismo. In caso di foratura dell’anteriore, è necessario rimuovere anche l’hub ma, in compenso, la tecnica di installazione è più semplice rispetto a quella impiegata con la tecnologia centralizzata.

Motore sul mozzo posteriore

L’hub posteriore è punto di incontro tra le altre due tecnologie: esso garantisce una buona resistenza agli urti ed è meno appariscente dell’hub sul telaio. Il suo costo si colloca a metà strada tra le due soluzioni e la tecnologia ha una buona resa sia su circuito urbano che su strade instabili.