Continua la protesta in rete su www.kijiji.it di Stefano, giovane napoletano disoccupato alle prese con la crisi economica

“Due anni fa in rete vendevo la mia laurea in architettura, perché inutilizzata. Oggi, dopo stage non retribuiti e lavoretti mal pagati, scrivo un libro, cerco di aprire una nuova attività e riparto. Da solo.”

A distanza di due anni è ancora in difficoltà Stefano Lento, il giovane laureato in architettura che nel 2010 fece parlare di sé per aver messo in vendita su Kijiji la sua laurea, lanciando, on line, una provocazione. ‘La passione che ho per il mio lavoro non ha retto all’umiliazione e alla crisi economica. Oggi, dopo essere sceso a numerosi compromessi, mi ritrovo nuovamente disoccupato e cerco di sopravvivere, contando sulle mie forze e capacità’.

Maggio 2012 – Nel 2010 pubblicava un annuncio per vendere la sua laurea in architettura conquistata, con fatica, all’Università degli Studi di Napoli Federico II; oggi su http://www.kijiji.it– leader nelle inserzioni gratuite locali con oltre 3.000.000 di annunci attivi, circa 45.000 nuovi ogni giorno – pubblica una nuova inserzione. Anche questa volta, Stefano Lento, 28 anni lo fa per denunciare la sua condizione di disoccupato, alle prese con una crisi economica in cui si sente intrappolato.

“Stage non retribuiti, lavori sottopagati e ancora disoccupato. Smetto di vendere la mia laurea, pochi guadagni mi ha portato, e investo sul valore della cultura. Ho scritto un libro e cerco editori che credano ancora nella cultura. Vana illusione?”. Così recita il suo annuncio pubblicato su Kijiji.it, tra le offerte di lavoro a Napoli. Sì, perche Stefano non si è fatto schiacciare dagli avvenimenti e oggi è alla ricerca d un editore per ‘Studiavo architettura’, il suo romanzo, la storia di un ragazzo, di uno studente, di un disoccupato come tanti, sullo sfondo di una Napoli descritta attraverso gli occhi di un amante dell’arte, con una conclusione riflessiva che l’autore fa sulla sua presente condizione di disoccupato, che descrive in modo più ampio un’Italia in ginocchio.

"Dopo un anno tra stage (due) rigorosamente non retribuiti e conclusi, ho accettato un lavoro presso una nota azienda di trasporti che non guarda meriti e curriculum e mi ha offerto un contratto a tempo determinato per un anno" – ci dice – "Non era il mio lavoro, ma era vicino casa e soprattutto mi permetteva di avere uno stipendio. Decisi quindi di accettare. Col passare dei mesi le otto ore di contratto divennero presto tredici effettive al giorno senza mezzo euro di straordinari, la mia qualifica da impiegato si trasformò in ‘tutto fare’. Decisi quindi di chiedere ciò che mi spettava e, al termine del mio anno, mi ritrovai nuovamente senza un’occupazione.”

E’ cosi che ha deciso di contare solo sulle sue forze, scrivendo un libro e mettendo un’inserzione su Kijiji.it, nella speranza che qualcuno si accorgesse di lui.