Il weekend a Varese, sulla Costa Fiorita del lago Maggiore e tra i vigneti di Mendrisio promette natura, arte e un’enogastronomia tipica e genuina

Zuppe, formaggi, miele ma soprattutto asparagi di Cantello: sono alcuni dei piatti e dei prodotti tipici della cucina tradizionale varesina e ticinese, genuina e gustosa. Sono un’altra delle attrattive del territorio di Varese, della Costa Fiorita del lago Maggiore e di Mendrisio (oltre alla natura, all’arte e alla cultura), raggiungibile comodamente senza utilizzare la macchina

Una natura non toccata dal turismo di massa, splendidi paesaggi puntellati dal verde delle colline e dell’azzurro dei laghi, bellezze architettoniche, luoghi di interesse storico e culturale, specialità enogastronomiche della tradizione: sono soltanto alcune delle attrattive offerte dalla provincia di Varese e Mendrisio e dalla Costa Fiorita del lago Maggiore per trascorrere un weekend all’insegna del relax, del divertimento e dello sport.

Oltre alla splendida natura (che comprende colline, boschi, vigneti e specchi d’acqua), il territorio di  Varese, denominata ‘città giardino, di Mendrisio e della Costa Fiorita del lago Maggiore, offre una cucina tradizionale frutto di una cultura enogastronomica omogenea e legata al territorio. In Ticino si può mangiare nei grotti, antiche cantine ricavate nella montagna che in passato servivano a conservare il cibo. I grotti sono oggi locali rustici, isolati e freschi, dove solitamente si pranza o cena sotto gli alberi, su semplici panche e tavoli in legno e dove si conserva il patrimonio di saperi e sapori.

Tra i vini, è famoso il Merlot del Ticino, prelibato, rosso rubino e con note di edera profumata, che accompagna i piatti tipici della cucina della zona di Varese e Mendrisio; tra questi, le zuppe, la formaggella del Luinese (a cui è stato da poco accordato il marchio di Denominazione d’Origine Protetta, è un formaggio a pasta molle, con stagionatura minima di 20 giorni, prodotto esclusivamente con latte intero e crudo di capra) e quella della Valle di Muggio, insieme alle molte altre qualità di formaggi tipici, il miele, la Cassoeula, la luganega, le pesche di Monate (sciroppate e conservate in barattoli) e le eccellenti castagne di Brinzio.

Uno dei fiori all’occhiello di questa cucina sono gli asparagi di Cantello, prodotti nella zona dei comuni di Cantello, Clivio, Viggiù e Arcisate in provincia di Varese. Notizie storiche sulla coltivazione dell’asparago a Cantello sono state rinvenute negli archivi parrocchiali e risalgono al 1831: gli asparagi erano offerti alla Chiesa e successivamente messi all’asta dal parroco per sopperire alle spese ecclesiastiche. Già all’epoca l’asparago era un prodotto agricolo molto importate nel paese, tanto che nel 1863 alcuni abitanti di Cantello offrirono come omaggio al Papa, durante una visita, alcuni  mazzi di asparagi. Nel 1939 venne istituita la ‘Fiera dell’Asparago di Cantello’; oggi, giunta alla 66esima edizione, si svolge a maggio ed è divenuta una festa di folklore, musiche, canzoni, balli e degustazione.

La coltivazione dell’asparago viene effettuata in pieno campo, i terreni devono essere coltivati secondo i principi della buona pratica agricola e il reimpianto è consentito solo su quei terreni che sono stati destinati da almeno sei anni alla coltivazione di altre colture. La raccolta del prodotto inizia a marzo e si protrae fino a giugno; in seguito gli asparagi possono essere immediatamente venduti oppure conservati a 4°C per un breve periodo di tempo (massimo 48 ore). Ricchi di fibra, vitamine e sali minerali (calcio, fosforo e potassio), sono poveri di calorie ma restano consistenti e saporiti anche dopo la cottura. Hanno la punta bianca e rosa e ogni mazzo prodotto viene avvolto da una fascetta tricolore con un numero progressivo in modo da poterne controllare la provenienza.

Oltre che essere mangiati da soli, sono l’ingrediente principale per primi o frittate; uno dei piatti della tradizione varesina, tipico di Cantello, ricco e sostanzioso, li vuole lessati e consumati con uova fritte all’occhio di bue nel burro e coperti di grana padano grattugiato. E’ in corso il disciplinare per il prodotto agricolo tipico, che è già pronto ma non ancora consegnato alla Regione Lombardia ed è il primo passo per il riconoscimento dell’Indicazione Geografica Protetta sul territorio nazionale.

E’ inoltre in uscita il libro “Gli asparagi di Cantello” di Fulvio Cavadini, che illustra interessanti realtà del settore enogastronomico della provincia di Varese e Mendrisio, in modo da disegnare un itinerario rappresentativo della qualità del settore, della zona e di  un prodotto culinario particolarmente intrigante: l’asparago. Il libro verrà presentato domenica 15 maggio 2011 alle ore 15.30 alla Villa Matilde di Cantello e martedì 17 maggio 2011, sempre alle 15.30, all’Atenaeo del Vino di Mendrisio. Mendrisiotto Turismo, nell’ambito delle cooperazioni transfrontaliere a margine del progetto di sviluppo delle cooperazioni legate al Monte San Giorgio (UNESCO WHL), promuove la presentazione di questo libro.

Chi vuole assaporare gli asparagi di Cantello, può raggiungere il territorio varesino senza utilizzare la macchina, dalle grandi città e da Milano; da quest’ultima c’è un eccellente servizio di treni, mentre chi viene da lontano può atterrare nel grande aeroporto di Malpensa. Il progetto ecosostenibile Road to Wellness – Territorio per il Benessere, poi, mette a disposizione una serie di hotel e B&B garantiti che si possono raggiungere con il trasporto gratuito dalle principali stazioni e aeroporti di arrivo e partenza.

http://www.roadtowellness.eu/