La SEO che muta: context is king

Ora non vogliamo fare quelli che annunciano rivoluzioni con l’avvento del nuovo anno. Perché, diciamocelo, fanno tutti così: la link building che presto morirà, i segnali sociali, la semantica, eccetera eccetera. E poi, puntualmente, le cose cambiano in modo impercettibile che quasi non se ne nota la differenza. D’altra parte, però, in ambito posizionamento esiste una sensazione forte di cambiamento che, da almeno un paio d’anni a questa parte, dà sostanziale fondamento alla tesi dei progressisti, che preannunciano ormai da tempo un nuovo corso del posizionamento, una svolta nei contenuti e nelle tecniche, una SEO 3.0.

L’importanza del contesto

Sembra che stia per cadere persino il mantra che ha fatto da leitmotiv delle ultime ondate SEO, secondo cui Content is King, il contenuto è re. Una svolta silenziosa, graduale ma inesorabile e che trasforma la frase in Context is King, il contesto è il nuovo re, con tutto ciò che comporta.

Il concetto di Contesto nella SEO che evolve

Ogni agenzia SEO Lecce, Milano o Roma ha potuto notare un approccio differente da parte di Google al processo di generazione dei risultati di ricerca. Big G. investe in sistemi capaci di dare un’interpretazione semantica alle richieste dell’utente ed è sempre più abile a comprendere le reali esigenze di chi utilizza il motore di ricerca fornendo risposte complete, mirate e specifiche.

Ci è stato insegnato che un contenuto, per essere funzionale ai fini SEO, debba essere lungo. No, o almeno non più; oggi un contenuto deve essere denso: ogni paragrafo deve compendiare una serie di informazioni utili per l’utente, rispondere ad esigenze non ancora espresse tramite la query di ricerca, andare incontro al navigante. Google – e questo è un fatto – ha affinato le proprie capacità interpretative. Il contesto è fatto da tutte le entità incluse nell’ambiente di ricerca del singolo utente. Sta navigando in mobilità o da fisso? Cerca un servizio di cui usufruire o nozioni teoriche? Da dove effettua la ricerca? L’approccio 3.0 è quello che va verso la personalizzazione delle ricerche, la generazione di risultati cuciti su misura del singolo utente, che si modella in funzione di tutto ciò che concorre a dare senso alla ricerca stessa, il contesto.