Oms: Covid-19 dieci volte più letale dell’influenza H1N1 del 2009

Oms: Covid-19 dieci volte più letale dell’influenza H1N1 del 2009

Roma, 14 aprile – “Le prove provenienti da diversi Paesi ci stanno dando un quadro più chiaro di questo virus, come si comporta, come fermarlo e come trattarlo. Sappiamo che il Covid-19 si diffonde rapidamente e sappiamo che è 10 volte più mortale del virus responsabile dell’influenza del 2009. Solo un vaccino sicuro ed efficace potrà interrompere definitivamente la trasmissione del virus”.

Queste le affermazioni salienti del direttore generale dell’Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus (nella foto) nel briefing sul coronavirus da Ginevra , rilanciate da un take dell’Ansa. La pandemia del 2009-2010 cui ha fatto riferimento il DG Oms è quella dell’influenza suina, chiamata anche H1N1, che provocò circa 18mila morti nel mondo e centinaia di migliaia di contagi, soprattutto nel continente americano.

“Sappiamo che in alcuni paesi, i casi di Covid-19 raddoppiano ogni 3-4 giorni” ha aggiunto il numero uno dell’Oms. “Il virus accelera molto velocemente, ma decelera molto più lentamente”. “Ciò significa che le misure restrittive devono essere revocate lentamente e con controllo. Non può accadere tutto in una volta. E solo se la sanità pubblica ha adottato le corrette misure, come una significativa capacità di tracciare i contatti” con i contagiati. “Il nostro essere connessi a livello globale ha come conseguenza il rischio di una risorgenza del Covid-19”.

“Per supportare i Paesi che stanno considerando l’eliminazione delle restrizioni, l’Oms domani pubblicherà i suoi consigli aggiornati”  ha detto Ghebreyesus. “La strategia dell’Oms prevede che i Paesi considerino sei criteri per allentare la stretta: la trasmissione del virus deve essere controllata ed il sistema sanitario deve essere in grado di rilevare, testare, isolare e trattare ogni caso di COVID-19 e tracciare ogni contatto. I rischi di diffusione dell’epidemia in strutture come le case di cura devono essere ridotti al minimo. Misure di prevenzione devono essere adottate nei luoghi di lavoro, nelle scuole e negli altri posti dove le persone si spostano. Bisogna essere in grado di gestire i casi importati. E serve piena consapevolezza delle comunità nell’adottare le nuove regole”.

Una delle quale sarà, secondo quanto ha detto il portavoce dell’Oms David Nabarro alla Bbc, indossare la mascherina protettiva. “Il coronavirus non andrà via. Non sappiamo se le persone che lo hanno avuto siano immuni né quando avremo un vaccino” ha spiegato Nabarro. “Quindi qualche tipo di protezione facciale diventerà la norma, anche se solo per rassicurare le persone” ha sottolineato.

Sempre l’Oms chiarisce in un rapporto scientifico pubblicato sul suo sito che non esistono ancora prove che il vaccino contro alcune forme di tubercolosi possa proteggere contro il coronavirus. Dirottare le scorte verso il trattamento del Covid-19 potrebbe inoltre portare a carenze di vaccini, con conseguente aumento delle infezioni e dei decessi per tubercolosi. “Non ci sono prove” si legge nel testo dell’Oms “che il vaccino Bacille Calmette-Guérin (Bcg) protegga le persone dall’infezione” da coronavirus. “Sono in corso due studi clinici che affrontano questa domanda e l’Oms valuterà le prove quando saranno disponibili”.

FONTE: rifday.it
IMMAGINE: wikipedia.org