Ostuni, la calce, il bianco delle sue strutture

Nel cuore della Puglia, in un lembo di terra che assorbe in sé le caratterizzazioni tipiche del Salento, della Valle d’Itria e delle Murge, nasce la città unica e caratteristica di Ostuni, in provincia di Brindisi e non distante dalle province di Bari e Lecce. Ostuni è una nota e apprezzatissima meta turistica, che costruisce la propria offerta su una serie di attrattive che comprendono una incantevole costa, suggestioni di tipo artistico-culturale, un vastissimo patrimonio archeologico e, tratto che più la contraddistingue, un centro storico quasi completamente ricoperto di bianco, il bianco della calce che veste la cittadina.

La calce nella storia di Ostuni

Case, negozi, palazzi, hotel e b&b Ostuni si susseguono per le stradine anguste del centro storico, molte costruzioni sono lì da secoli, altre sono di recente edificazione, la gran parte di esse è colorata di bianco. Il bianco della calce che, nei pressi dell’area che dal centro brindisino va verso Fasano, si concede con generosità. E con saggezza, la popolazione ostunese ha saputo, da sempre, farne buon uso.

L’utilizzo della calce da parte della cittadinanza è rilevato fin dai tempi più antichi e già in epoca romana, esisteva la consuetudine di recuperare la risorsa e utilizzarla a scopo edile. In particolare, la calce veniva e viene tuttora impiegata per tingere i prospetti interni ed esterni delle costruzioni locali. E le ragioni non sono solo legate a questioni di praticità e semplicità di reperimento o di trasporto: il bianco degli edifici, infatti, riflette la luce del sole, illuminando i vicoli stretti e bui per restituire un po’ di luminosità.

La calce come disinfettante

La calce, inoltre, è un disinfettante naturale. Nel corso del XVII secolo, il centro della Puglia fu colpito da una dilagante epidemia di peste e Ostuni risultò essere uno dei poli urbani maggiormente interessato dal contagio. La calce fu fondamentale nel limitare l’ulteriore estensione del fenomeno contagioso,. La città era stata già decimata e, per la prima volta dopo secoli, torno al di sotto dei 10.000 abitanti; secondo alcune ricostruzioni, solo la presenza abbondante della calce salvò la città dalla completa devastazione.